


La montagna reggiana ha un ricco patrimonio naturale che, pur essendo incontaminato, è spesso “organizzato”, con parchi, oasi naturali e sentieri attrezzati per permettere a chiunque di goderne al meglio.
La Pietra di Bismantova si presenta come un enorme scoglio roccioso (1047 m. s.l.m.) sulla cui sommità si stende un vasto pianoro erboso di 12 ettari, ricoperto da carpini e noccioli. Quando il pellegrino risaliva la “fiera sponda” del “silvoso Apenin” per dirla con le parole del Reggiano Ludovico Ariosto, e si affacciava sugli alti valichi di Pradarena o dell'Ospedalaccio, scorgeva inconfondibile la sagoma di Bismantova. Per secoli, infatti, questo scoglio di roccia dagli spigoli vivi, conficcato al centro dell'Appennino Reggiano, ha svolto la funzione di segnavia naturale, una vera “stella cometa” di arenaria che indirizzava correttamente il difficile cammino di prelati, uomini d'arme, pastori, mercanti e teste coronate.
Sotto alla parete sud-est della Pietra si trova un eremo benedettino anteriore al XIV secolo.
A sud di Bismantova, in prossimità del greto del Secchia, tra i monti Rosso, Carù, Merlo, La Pianellina e il Predale, si possono ammirare spettacolari affioramenti di gessi triassici (tra le rocce più antiche dell'Appennino oltre 200 milioni di anni) con cavità, doline, inghiottitoi, cristalli di ogni forma e dimensione.
Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano è un’area protetta di elevato valore naturalistico e paesaggistico. Comprende le principali cime dell’Appennino e tutti i laghi, primi fra tutti quello di Monte Acuto, il Calamone e quelli Cerretani. Ecco alcuni itinerari naturalistici tra i tanti possibili:
le Cascate del Lavachiello, i Prati di Sara, l'Abetina Reale, il Passo di Lama Lite, il Monte Cavalbianco, le Sorgenti del Secchia, l'Alta Valle del Liocca.
La storia di queste terre, affonda nella notte dei tempi, ma trova il suo culmine nel medioevo con Matilde di Canossa. Castelli e pievi sono i segni di quest’epoca.