


Secondo una leggenda sotto l'isola di Procida dormirebbe un gigante pronto a svegliarsi. Come tutti sanno, le leggende hanno sempre un po' di verità, in questo caso si tratta dell'origine vulcanica dell'sola, che rappresenta la sommità di cinque vecchi crateri.
Il porto di Marina Grande lascia senza fiato chi arriva a Procida dal traghetto: a comparire per primo è l'ex penitenziario che domina, imponente, dalla roccia a strapiombo sul mare.
Man mano, la costa che si avvicina si mostra ovunque ricca di insenature, baie, incavi frastagliati. Da lontano, le case schierate a ridosso della montagna nascondono i loro motivi di archi, balconi e logge: sono chiazze di colore, che vanno dal rosa al porpora, dall'ocra al celeste, tutte misteriosamente in armonia.
Dopo una lunga passeggiata per il porto, meglio scegliere l'orario dei primo pomeriggio, in modo da poter vedere l'arrivo dei pescherecci con il loro carico e la relativa vendita nelle pescherie che si affacciano sulla banchina.
Si può decidere di visitare il centro storico: un itinerario, tutto in salita, prende avvio da Marina Grande, incamminandosi per il 'Canale', in via V. Emanuele, e termina alla Terra Murata. Lasciata alle spalle la Chiesa di San Leonardo, via P. Umberto conduce in piazza dei Martiri dove, di fronte alla Chiesa di S. Maria delle Grazìe, giganteggia il palazzo Mignano De Iorio. Sulla sinistra, verso 1 l'interno, le stradine strette raggiungono i Casali, antiche corti cinte da schiere di case su più livelli. Da piazza dei Martiri inizia Salita Castello con gli incantevoli scorci panoramici. Sulla punta che chiude a oriente la Corricella, si erge sul mare il complesso conventuale di S. Margherita Nuova, sede di incontri culturali. Oltrepassato il Palazzo Reale, ex Bagno Penale, attraverso la porta Di Mezz'Omo del XVI secolo, si accede al borgo medievale della Terra Murata, il nucleo più antico dell'isola. Un punto panoramico è il belvedere di via Borgo che, alla fine della ripida salita, si apre a mozzafiato sul golfo di Napoli. Sotto, lo scoglio di S. Anna, a strapiombo sul mare. Da notare, sulla piazzola, una casa esempio tipico di architettura locale. Da vedere l'Abbazia di S. Michele dove è custodita una tela di Luca Giordano dei 1699, raffigurante S. Michele. L'abbazia cela nei sotterranei un dedalo di cunicoli e un passaggio segreto che conduce al Palazzo Reale.
Una volta tornati giù a piazza dei Martiri, simbocca la ripida discesa di S. Rocco che porta alla Corricella.